Da domenica un nuovo sentiero è stato ufficialmente aperto sul colle di S. Floriano dal gruppo Montagne Basse, Il tracciato sale sul versante nord del colle ed offre interessanti inedite visuali sull'abitato di Polcenigo. In qualche punto strategico sarebbe opportuno sfrondare gli alberi per permettere di apprezzare la vista verso il castello, S.Giacomo e la piazza ma è già ugualmente una piacevole nota in controtendenza con lo sfascio del parco pubblico a cui siamo stati abituati in questi ultimi anni. Il sentiero è adeguatamente segnalato con i colori blu e bianco, stavolta è stato deliberatamente evitato di utilizzare il logo del Comune di Polcenigo perché in passato l'Amministrazione aveva contestato all'associazione l'uso indebito del proprio stemma. All'apertura del sentiero hanno preso parte Sindaco e Amministrazione, forse per ricucire uno strappo con chi d'iniziativa popria investe impegno, tempo e denaro per il bene pubblico e non aveva in certi casi riscontrato apprezzamento per i propri sforzi dalle pubbliche istituzioni.
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Mentre dei volenterosi misconosciuti privati aprono nuovi sentieri, neanche fossimo in campagna elettorale appare sul Messaggero un articolo con un sacco di nomi e cognomi per dire che i nostri politici congiuntamente alla nostra burocrazia non sembrano in grado di ricostruire un ponte di legno e fare l'impianto elettrico alla nuova caserma, che intanto ci si sta già premurando di intitolare a Falcone e Borsellino, senza dubbio grandissime personalità e servitori dello Stato ma che nulla hanno a che vedere con Polcenigo e la sua storia.
Messaggero Veneto 9 agosto 2012POLCENIGO Il ponte va a pezzi e ci sono fondi bloccati in Regione: Polcenigo chiama Trieste. «Fondi bloccati in Regione da due anni per mettere in sicurezza un ponte di legno nel parco di San Floriano: dateci una mano». Il vicesindaco Egidio Santin con Tiziana Bravin, capogruppo consigliare di “Polcenigo avanti” e il consigliere Marco Perut, ha lanciato l’aut aut alla Regione. «Speriamo che l’assessore regionale Luca Ciriani ci aiuti – hanno detto segnalando il rischio ai passanti e ciclisti che tutti i giorni superano le transenne con il divieto –. Il finanziamento di 420 mila euro prevede la messa in sicurezza delle sponde della Livenza e del Gorgazzo. E del ponticello che collega il parco con il tratto verso la Santissima e Palù. Si trova nel sito pedonabile e ciclabile dell’itinerario Pedemontana pordenonese». Il ponte va a pezzi da quattro anni. La zona era stata allagata due anni fa e la Regione ha messo da parte il “tesoretto” per fare il lifting all’area complessiva di confluenza dei due corsi d’acqua, a Polcenigo. «I soldi non arrivano perché il progetto del ponte viene regolarmente bocciato, dalla direzione ambiente e sovrintendenza regionale – hanno continuato gli amministratori –. Abbiamo presentato un’altra modifica». Tempi tecnici stretti. «L’area messa in sicurezza prima delle piogge autunnali – fanno pressing –. Sponde e ponte non possono aspettare». Fondi bloccati anche per la nuova caserma dei carabinieri in via Pordenone: manca l’ok della Cassa depositi e prestiti di Roma. Serve per la copertura finanziaria del quarto lotto, degli impianti elettrici e altri dettagli. Il cantiere va avanti da nove anni, intanto l’Arma paga l’affitto della sede a un privato, nel cancello a fianco della nuova caserma. «La proposta personale – ha detto Egidio Santin – che spero di allargare al consiglio comunale e all’Arma, è quella di intitolare la caserma ai magistrati Borsellino, Falcone e alla moglie Morvillo». Il ventesimo anniversario della strage è stato ricordato davanti alla magnolia piantumata davanti alle scuole. «A Polcenigo – Santin ironizza sulla vicenda di Sacile, dove si vorrebbe abbattere l’albero di viale Zancanaro per far posto a una nuova rotonda – le magnolie non si sradicano». Chiara Benotti