mercoledì 5 aprile 2023

Il silenzio degli elettori

Rispolvero il blog per organizzare alcuni pensieri in merito alle Elezioni Amministrative 2023 appena concluse. Non sono mancate le sorprese, ma andiamo subito al sodo che voglio andare a dormire ad un'ora decente.

Antonio Del Fiol (1285 - 83.12%)
Larga vittoria per il vicesindaco uscente da un doppio mandato, sostenuto dalle usali tre liste "civiche" di destra. La continuità e solidità della loro proposta ha premiato ma di certo l'assenza di un reale avversario in opposizione ha falsato la gara politica. In buona sostanza il distacco tra sindaco vincente e sconfitto e' lo stesso del 2018, il che la dice lunga sulla solidità dell'attuale maggioranza (e ambizioni delle opposizioni).


Ma vediamo le liste; con in parentesi i risultati (2013-2018-2023)

INSIEME PER POLCENIGO (256-464-390)
Lista civica Lega Nord, non si presenta l'ex assessore Oliva Quaia e Del Fiol passa candidato sindaco, quindi leggera flessione di preferenze ma si conferma trainante nella coalizione. Plebiscito per Karen Dorigo (80) madrina del Borc in rosa e Giuseppe Gambron (48). Non molto da segnalare, giusto che la Lega a Polcenigo al voto per le Regionali e' scesa a soli 184 voti ma a quanto pare questo non non si e' riflesso sulla lista civica collegata.

VIVA POLCENIGO (209-324-336)
Una parentesi simpatica e' che questa Lista e' passata dal chiamarsi "Viva Polcenigo, qualcosa di nuovo" a "Viva Polcenigo, il valore dell'esperienza". Ossia vi vendiamo per buona prima una cosa e poi il suo contrario, d'altra parte il suo ideatore Mario Della Toffola e' un piazzista di talento. Cristallizzato il risultato di Fabio Pegoraro (70) e Mariarosa Bosser (49) esattamente come cinque anni fa, una novità e' Erika Pradella (42) che eletta sulla fiducia dovrà ora dimostrare le sue capacita'. Escluso a sorpresa Mario Della Toffola (35) che curiosamente nelle precedenti tre elezioni era candidato sindaco, quindi da un po' non si presentava al vaglio delle preferenze.

POLCENIGO PER TUTTI (196-319-330)
Stratosferico risultato per il nuovo vicesindaco Gennaro Parisi (118) e la riconfermata assessore Anna Zanolin (72). La coppia non traina il resto della lista che non si discosta dal risultato precedente. Piu' che "Polcenigo per tutti", per loro due insomma.

Fino qui davvero pochissime novita' resta solo il dubbio se l'esclusione di Della Toffola portera' di nuovo una giunta a quattro (Pegoraro, Parisi, Zanolin, Dorigo) piu' il sindaco oppure la quinta poltrona e' una tentazione troppo dolce per resistere. Vedremo.

Marco Perut (261 - 16.88%)
Onore delle armi per il soldato Perut, candidato consigliere nel 2009 e 2013 con il centrodestra e ora capogruppo dell'opposizione piu' a sinistra degli ultimi 15 anni. Di certo non puntava a vincere, ma l'operazione di cui e' stato portavoce si e' rivelata interessante.

POLCENIGO FUTURA (226)
La lista raccatta piu' o meno dichiaratamente un arcobaleno di orientamenti politici e geografici (nati a Milano, Roma, Napoli, Palermo e cinque "nostrani") con l'intento di non lasciare la maggioranza a spadroneggiare e ricucire lo strappo di partecipazione con la cittadinanza. Di fatto, con gli elettori di destra che votano Del Fiol, tutti e solo i membri di centrosinistra della lista vengono eletti in Consiglio Comunale, con buona pace di chi aveva suggerito agli elettori del PD di non votarli.

Auguro buon lavoro al nuovo Consiglio Comunale. Ecco, ora che ho esaurito il compitino sulle liste, veniamo al succo

I GRANDI ESCLUSI
Il primo ovviamente e' Mario Della Toffola: doppio sindaco uscente, candidato senatore, candidato in Regione, che ha forgiato il tridente delle liste e le pagine facebook del Comune dalle quali quotidianamente sforna slogan accattivanti e foto con i ministri. Una fabbrica del consenso spropositata per un Comune piccolo come Polcenigo che ha sparato sulle pagine dei quotidiani e delle reti nazionali. Piu' immagine che sostanza, ma talmente tanto reiterata da diventare reale. Ha forse dato per scontata la sua elezione e invece e' arrivato corto sia in Regione che a Polcenigo restando a becco asciutto. L'uomo non e' privo di risorse e troverà il modo di cascare in piedi, certo che si e' preso un sonoro calcio nel sedere dagli elettori che ha coccolato tutti i giorni per 10 anni ed e' dura da digerire.
Il secondo nome mancante e' quello di Fabrizio Venier, che riassume quelli di Sonia Bravin (segretaria PD dal 2018) e Diego Gottardo (capo dell'opposizione 2018). Bene, torniamo quindi al 2018 e all'operazione PPD - Progetto Primavera Democratica che si e' rivelata fallimentare in inizio, svolgimento e conclusione. L'inizio ha spaccato quanto di buono aveva iniziato Primavera Polcenigo nel 2013, lo svolgimento nei cinque anni non e' pervenuto, la conclusione e' che nessuno di quel gruppo si e' ripresentato (a parte Giovanni Mezzarobba, ok). Non contento, Venier dai giornali ha fatto sapere che stava valutando se presentare una lista, poi di non riconoscersi in quelle presentate, poi che il PD invitava gli elettori a non votare Polcenigo Futura bensi' di organizzarsi in una sorta "comitato cittadino permanente" iniziativa fumosa chiaramente destinata a sciogliersi come neve al sole dopo le prime due riunioni. Quello che non ho letto sono delle scuse per non essere riusciti ad interpretare le necessita' degli elettori di sinistra e di coinvolgerli in una politica organizzata e di aver progressivamente ridotto negli ultimi trenta anni il numero degli iscritti del PD a un gruppetto forse buono per giocare a briscola. Anche non aver avuto il coraggio di presentare il simbolo ed il nome del PD nelle ultimi vent'anni forse andrebbe spiegato, cosi' come le ragioni di non essere stati capaci di mettere assieme una straccio di lista da opporre alla destra andrebbero approfondite.


Ma al di la' delle primedonne che hanno solcato il piccolo palco di Polcenigo, i veri assenti delle ultime elezioni sono stati gli elettori: l'astensionismo e' arrivato al 58%. Questo e' il singolo dato piu' preoccupante, sicuramente rafforzato dallo scenario scontato di queste elezioni, ma anche incoraggiato da una cultura politica che non coinvolge la partecipazione bensì la fruizione di contenuti come degli spettatori. Tutte le parti, maggioranza e opposizione, dovrebbero darsi il primo compito di invertire questa tendenza, per il bene della Comunita'.


Per concludere, Polcenigo si conferma un Comune saldamente in mano alla destra, capitanato da alcune personalità di spicco che si sono finora concentrate sulla creazione di una immagine pubblica attraente anziché coinvolgere i cittadini. Le opposizioni sono state emarginate, schiacciate e si sono di loro iniziativa disintegrate. Era un compito arduo ma sono state incapaci di opporsi alla politica del consenso a tutti i costi. In definitiva il futuro di Polcenigo dipenderà dalla capacità di interpretare le esigenze dei cittadini che non si sentono rappresentati e di coinvolgerli di nuovo e attivamente nella gestione della comunità. Solo così si potra' ricostruire la partecipazione dei cittadini e promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra tutte le parti.