sabato 24 luglio 2010

Mezzomonte c'è


Un po' in ritardo ho scoperto il molto bello e nuovo sito della Pro Loco Mezzomonte, in particolare oggi (sabato 24 luglio) c'è l'inaugurazione della nuova sede, con aperitivo e musica dal vivo. Dal sito, aggiornatissimo, si può scaricare anche la carta dei sentieri, un'ottima idea.
Inoltre quest'anno per l'anniversario del 25esimo dalla fondazione della Pro Loco è stato indetto un concorso fotografico. Insomma, Mezzomonte non dorme. > link

martedì 22 giugno 2010

Consiglio Comunale

Dopodomani, giovedì 24 giugno, ore 19.30 ci sarà Consiglio Comunale. A questo link l'ordine del giorno con interpellanze e interrogazioni. Si parlerà tra i vari argomenti della biblioteca, di rischio sismico, della famosa malga che ora ci fa spendere anziché guadagnare, dell'albergo diffuso, delle strade, della mensa scolastica e della nuova caserma dei carabinieri.
Come sempre si preannuncia intenso, siete tutti invitati a partecipare, soprattutto chi non è mai andato a vedere un Consiglio Comunale. E' l'occasione giusta per farvi un'idea di quello che succede a Polcenigo.

giovedì 17 giugno 2010

Marketing dei sèst



In fondo viviamo nel capitalismo, e una delle sue regole è il marketing. Ci sono prodotti che naturalmente hanno questa tendenza a funzionano commercialmente e altri che non ce l'hanno, allora bisogna lavorarci su. Polcenigo aveva un buon evento con la sagra dei sèst, fino a cent'anni fa. I sèst erano utili per mille usi e poi c'erano tutti i prodotti in vimini. Cento anni cambiano il mercato, e ora i sèst non sono più un bene particolarmente ricercato. Vanno ancora di moda gli osèi, il frico, dove c'è musica dal vivo, stand enogastronomici con qualcosa di particolare (galletto su tutti, ma anche solo banalmente "la sagra della birra" a volte basta), in ogni caso serve però un "logo" che identifichi un valido motivo per l'uomo in pantofole di alzare il culo e andare a far festa in una sagra.
Però a Polcenigo mancano pure i parcheggi, non è molto divertente andare ad una festa in cui è impossibile parcheggiare. Secondo neo. Se poi si tratta di una festa, è anche organizzata male nel tempo. Non esistono feste al mondo il cui apice programmato sia il sabato sera e la domenica pomeriggio. Se uno vuol passare fuori il pomeriggio, diamogli la possibilità di fermarsi anche la sera, che senso ha pensar di far festa di sabato sera, senza un pomeriggio preparatorio? Terzo neo. Quindi si parte da un situazione di svantaggio, ecco perché la sagra a mio avviso è un po' in risacca nonostante si cerchi di darle sempre nuovi spunti. Perchè nessuno di questi nuovi spunti ha qualcosa di potente, che possa dare una nuova immagine alla sagra dei sést, che vanno difesi come tradizione, ma non hanno mordente. Le feste di paese famose sono quelle dove hanno osato, rifletteteci. A Ivrea si tirano le arance, a Pamplona liberano i tori, poi ci sono tutte le feste religione stampalate, qualche strana tradizione, quelle altamente intellettuali o molto commerciali. Puntiamo sulla fantasia allora, che è gratis. Senza arrivare a tanto in certi paesi basta la corsa dei sacchi o con una pecora in groppa. Un anno alla nostra sagra c'è stato il palo della cuccagna grazie al gruppo Larìn e la gente era entusiasta a guardalo. Senza contare l'emozione di potervi partecipare, organizzare le squadra tra le frazioni ad esempio. Perché i giochi delle contrade della sagra di S.Giovanni sono ricordati ancora oggi? Perché univano, divertivano ed erano "qualcosa". La sagra dei sest dovrebbe trovare quel suo "qualcosa" secondo me. Liberiamo un cinghiale da S.Giacomo che corra dentro la via del panificio, inventiamoci la "sagra del lampone" o del "cinghiale alle mele", liberiamo 500 lucciole di notte sulla collina del castello. Ma bisogna trovare un "perché" a questa sagra e mantenerlo negli anni sviluppandolo se non vogliamo fossilizzarla.

venerdì 4 giugno 2010

Basta il pensiero

Riporto dall'Espresso del 3 giugno 2010 - "Scandalo auto blu"

[...] E' il caso del Friuli, dove il presidente del consiglio regionale Edouard Ballaman qualche giorno fa ha fatto il beau geste e rinunciato alla potente Audi in dotazione per rimettersi alla guida della sua vecchia e sgangherata Rover verde padano. Un annuncio cui, però, è seguita la beffa. Il regime di rimborso spese della Regione autonoma risulta addirittura più caro dell'auto di servizio. E così da quest'anno l'Ente pagherà 3.210 euro in più al mese proprio al presidente senza autista, che finirà per costare il doppio di prima.

A Polcenigo, per chi ha la memoria corta, Ballaman ci era stato presentato dal suo amico e collaboratore "superassessore" Santin come l'uomo da seguire, forse è il caso si prendano altri modelli.

martedì 1 giugno 2010

Chiare fresche dolci acque


In data che non so il torrente Gorgazzo si è annoiato di confluire nel Livenza nel solito classico punto, irraggiungibile dalla sponda destra (causa spine) ma non dalla sinistra, dalla sponda del parco di S.Floriano. Forse non a caso il torrente ha quindi deciso di punire l'incuria della sponda destra rompendo l'argine e rovinando sul prato. Prima di tutto sono rimasto sorpreso dall'enorme quantità di sassi che già sono sul fondale del nuovo corso. La natura mi lascia sempre senza parole. Poi, catastrofismi a parte, devo dire che a me piace quasi di più così. Certo, avrebbe bisogno di una riordinata ma potenzialmente è meraviglioso. In fondo ora si ha un bel panorama di cascatelle sul Livenza e un laghetto. Visto che i soldi per rifare l'argine e rimettere il fiume disobbediente al suo posto non ci sono e le responsabilità si rimbalzano tra Comune, Protezione Civile e quant'altri, tanto vale valutare la tentazione di sfruttare questo inaspettata novità per un nuovo intervento di architettura paesaggistica, sarebbe notevole. In fondo si dice che dietro ogni problema c'è un opportunità da cogliere.

mercoledì 26 maggio 2010

Suvvia, diamo a Cesare quel che è di Cesare

Riporto un articolo del Gazzettino di Pordenone, leggibile anche da qua usando la ricerca articoli.

POLCENIGO - L’accordo sull’affitto di malga Fossa De Bena era già stato trovato. Di mezzo, però, c’è stato il cambio dell’amministrazione comunale e quando il nuovo assessore è stato convocato all’Ispettorato dell’Agricoltura per la firma della transazione, ha rivoltato le carte in tavola: cinquemila euro non erano sufficienti, il Comune ne voleva 13.500, come era stato pattuito inizialmente. A quel punto Sabrina Staffus, titolare dell’azienda agricola di Budoia che aveva un contratto d’affitto per cinque anni, ha intentato una causa civile. Ieri l’ha vinta. Non solo i giudici (presidente Enrico Manzon, a latere Giovanna Mullig e Francesca Clocchiatti) hanno ridefinito il canone fissandolo a 1.500 euro annui, costringendo il Comune a restituire l’eccedenza già versata, a pagare le spese legali di 2mila euro e gli interessi. In tutto circa 5mila euro.
La vicenda è curiosa. Sabrina Staffus nel 2004 stipula un contratto d’affitto per cinque anni: la malga comprende la casera, il laboratorio e 51,48 ettari di terreno adibito a pascolo e monticazione. Paga i primi due anni, quindi 9mila euro. Ma poi viene sanzionata dall’Agea perchè ha chiesto contributi che non le spettavano. Il motivo? Gli ettari adibito a pascolo - e l’Agea lo stabilisce sulla base di foto aeree - non sono 51,48, bensì 13,5, il resto è costituito da bosco, rocce e dirupi. Stefania Staffus chiede quindi al Comune di rideterminare l’affitto e lascia in sospeso i pagamenti dei tre anni successivi.
La conciliazione davanti all’Ispettorato va a buon fine e con l’ex assessore Mauro Quaia si stabilisce che l’azienda agricola pagherà 5mila euro. L’unico problema è che all’amministrazione comunale non basta il verbale di conciliazione, serve una relazione per la Corte dei conti. Le parti vengono riconvocate quando il documento è pronto. Ma non c’è più l’assessore Quaia, la giunta è cambiata e non accetta l’accordo. L’avvocato Sergio Gerin non lascia perdere e fa una causa civile. Secondo il Tribunale il giusto affitto è di 1.500 euro l’anno. Stefania Staffus, per le annualità 2004 e 2005, ne ha già pagati novemila. Il Comune diPolcenigo, quindi, dovrà restituirgliene 1.500, oltre a spese e interessi.
-Cristina Antonutti-

Strano come la giornalista sia così precisa da utilizzare nome e cognome di tutti i personaggi dell'articolo, perfino dei giudici, avvocato e l'assessore precedente, ma non di chi nell'attuale amministrazione del Comune di Polcenigo abbia saputo prendere questa brillante e lungimirante decisione. Complimenti davvero all'ignoto amministratore.

martedì 18 maggio 2010

Polcenigo verde


Quando un uomo è davvero povero, l'unica ricchezza che ha sono i propri figli. Questo era il concetto di proletariato. Quando un Comune è davvero povero, l'unica sua ricchezza è il territorio. Se poi è davvero un Comune molto sfortunato, un territorio privo di interesse, ma non è il nostro caso. Polcenigo ha avuto la fortuna di un territorio meraviglioso. Il perfetto punto di partenza della Storia, con la S grande. Anzi, preistoria, visto che la storia inizia con l'invenzione della scrittura. Preistoria con la P maiuscola solo quando la parola viene dopo un punto, sennò preistoria e basta. Passano tremila anni, e sono successe un bel po' di cose che se vi interessano vi andate a informare dal polcenigologo maestro Fadelli. Il punto è però che ora come prima Polcenigo può solo puntare sull'astuzia e sul territorio per stare bene. Alcuni Comuni sfruttano il territorio per lottizzazioni, metri cubi di cemento ed euri costruendo eserciti di villette a schiera (ogni riferimento al villaggio satellite di Fontanafredda è puramente voluto). A cosa servono tante case e tante persone ad un Comune? Lo rendono migliore? Divorano solo il territorio e tolgono un campo dove un bambino può correre con il pallone di giorno e le coppiette andare in camporella la notte. Forse piuttosto si può dire che se l'uno per cento delle persone che si interessa a qualcosa fosse una costante ad esemprio nella Proloco invece di essere 30 volenterosi, in un Comune di 6mila persone sarebbero il doppio, 60 volenterosi e si potrebbe fare una sagra un pochino più bella. Visto che la pompa non pesca più si raddoppia il serbatoio anzichè migliorarne la resa. Nel frattempo il territorio si consuma e..sorpresa, il territorio non è un bene rinnovabile. Una volta che c'hai costruito sopra una casa anche quando resta abbandonata, la casa rimane. Magari viene giù pezzo per pezzo, come il rudere sulla rotonda a S.Giovanni di Crispino, ma resta là. Si parla allora di pianificare il territorio, ma bisognerebbe anche gestirlo, il territorio già pianificato. Bisognerebbe valorizzare il percorso del livenza, dell'artugna. Le moto da cross vengono a correre abusivamente nell'artugna. Se ci fosse un percorso per le moto da cross verrebbero il doppio e non sarebbero pericolose. Il Livenza è un fiume meraviglioso e dov'è accessibile dal pubblico a parte la Santissima? Pochi eletti lo sanno. Quando andavo alle elementari mi ricordo che un giorno siamo andati in gita dove il Gorgazzo si unisce al Livenza. Ora è pieno di spine, impossibile per una scolaresca. In alcuni Comuni vengono date multe ai terreni lasciati in stato di abbandono. Nei comuni di posti turistici si prevedono parcheggi e mappe della zona. Credo che da noi questa cosa esista solo a S.Floriano. Per me in pagella Polcenigo ha voto 6, buone potenzialità ma dovrebbe migliorare nella partecipazione e nella gestione delle sue risorse, in particolare il territorio. Di buono c'è che a differenza di Fontanafredda non costruiamo ovunque palazzi e villette.