sabato 25 dicembre 2010

Chiare fresche dolci acque (2)

Lungi dall'esser effetto dell'alluvione in corso o di quella recente appena superata, l'esondazione del Gorgazzo in adiacenza del parco di S.Floriano è stata archiviata come tale probabilmente per sollevare i nostri amministratori (prensenti e passati) da ogni responsabilità di abbandono dell'area se non magari per l'astuto espediente di far figurare la riparazione sotto la più imprevedibile voce "alluvione".
Interessante quindi l'eroica urgenza con cui la ditta Pessot ha provveduto nottetempo alla risistemazione degli argini senza badare troppo ai dettagli viste le ardue condizioni di lavoro. I molti alberi che sono stati rotti dalle ruspe, piegati o sradicati senza ragione fanno ora da adeguata cornice alla scena che attende l'ignaro turista che parcheggia la macchina nel nuovissimo parcheggio, legge l'insegna sul Parco di S.Floriano e si ritrova bloccato sulla sassosa e scoscesa sponda destra del Gorgazzo a causa della chiusura del ponte di legno, dissestato ormai da anni. Lo sguardo del villeggiante si può confortare con la vista degli alberi spezzati e il profilo di un argine che si perde tra cumuli irregolari di sassi decorati da cespugli altissimi di spine. L'argine tra l'altro è già attraversato da un'infiltrazione di acqua in prossimità dell'attacco dello stesso con la sponda esistente. Un simpatico rigagnolo attraversa la pianura sassosa immettendosi nel Livenza dove gli pare a lui, alla faccia della bonifica. Benvenuti a Polcenigo, e prima di andar via non dimenticate di visitare il castello!

mercoledì 8 dicembre 2010

Nel pantano del Palù


Riassumo velocemente quanto ho capito dalla presentazione sul palù, una bella iniziativa a cui ha partecipato parecchia gente. Gli scavi condotti finora sono stati piccoli ma estremamente incoraggianti visto che la quantità e la qualità dei reperti trovati è molto alta. La zona del palù è stata abitata con molta probabilità in modo continuativo nella storia perlomeno nel 6000 a.C e attorno al 2000 a.C datazione a cui risalgono i reperti trovati. Anche le indagini subacquee sono state interessanti per quanto essendo solo visive non è stato possibile esprimere una datazione per le strutture ritrovate, alcune probabilmente di opera recente mischiate ad altre millenarie. Ritrovamenti di utensili analoghi a quelli del palù sono stati riscontrati nell'altopiano del Cansiglio, dove probabilmente andavano a caccia e in Slovenia dove le tribù dell'epoca andavano a fare le vacanze d'estate. La fattura di questi oggetti è particolare e non riconducibile alle popolazioni conosciute nella zona. Con queste premesse la Sovraintendenza e il Gr.A.Po hanno proposto l'inserimento del sito nella lista del patrimonio dell'Unesco, che ha inviato un ispettore. La visita sembra essere andata a buon fine ma ora bisogna aspettare per vedere quale candidatura verrà premiata tra le 150 proposte da più nazioni.

venerdì 3 dicembre 2010

Edizioni Della Toffola

Credo di fare cosa gradita condividendo questa pubblicazione, inviatami dal consigliere Della Toffola, come sempre molto attivo. Lascerò ovviamente altrettanto spazio ad un'eventuale replica dell'Amministrazione Comunale. >>download del pdf<<
Pur non condividendo e non comprendendo l'ammirazione che Della Toffola nutre per il miliardario di Arcore, la mia personale opinione è che a Polcenigo chiunque avesse vinto le passate amministrative sarebbe stato meglio della Lega Nord, che ha basato la sua campagna elettorale su cose non vere riguardanti la gestione dell'acqua, si è vantata di un grande appoggio in Regione grazie al virtuoso Ballaman (che si è dimesso colpito dalla scandalo autoblu, rimettendoci la faccia) e in Comune a quanto pare finora han combinato solo malanni.

giovedì 25 novembre 2010

Quicksilver Messenger Service - Happy Trails (1968)

Platone elenca tre classi sociali che formano lo Stato sulla base di una teoria dell'anima composta da tre parti. La parte concupiscibile, l'istinto, equivale alla classe dei lavoratori, uomini di bronzo. La parte animosa, la forza emotiva, corrisponde invece ai custodi, uomini d'argento, mentre la parte razionale, la ragione, spetta ai governanti, uomini d'oro. E poi ci sono i postini. Ora appare evidente che ciascuno debba conoscere se stesso al fine di esprimere il proprio potenziale, per il suo bene e quello della comunità. Quindi non è opportuno ne giusto che chiunque venga forzato a fare un lavoro che non è in grado di fare, che non sente proprio e che probabilmente gli viene male. Ad esempio prendiamo un ragazzo pieno di talento e mettiamolo in sella ad un motorino carico di lettere da consegnare per le vie di un paese che non conosce. Sfortuna vuole che il suo destino non sia fare il postino, perché è lento, impacciato, si perde di continuo, si demoralizza, procede ad una media di tre vie al giorno nelle tre ore di lavoro giornaliere che gli sono concesse. Non consegna la posta. Il suo talento potrebbe essere suonare il pianoforte o munger vacche, di certo non fare il postino (perché ricordiamolo, il postino invece consegna la posta) e così sono ormai due settimane che la produttiva S.Giovanni di Polcenigo non riceve telegrammi, posta ordinaria, bollette, periodici, esami medici e eventuali pacchi bomba all'antrace.
Esiste però un responsabile dei postini, con un ufficio nella sede di Porcia, che si guarda bene dal rispondere alle telefonate dei polcenighesi sempre più incazzati ed esiste sopra di lui una Direzione Provinciale che si spera si adoperi a risolvere la questione prima che qualcuno denunci le Poste per interruzione di servizio.

venerdì 12 novembre 2010

Tetrapack


Dunque, oggi mi sono fatto una domanda, che condivido, e mi è venuta in mente una soluzione, che avrei piacere nello scoprire qualcuno avesse già pensato e realizzato. Quando finisco un cartone del latte, so che devo lavarlo e gettarlo. Già il colore del bidone è un'incognita. Ammetto di non aver ancora memorizzato dove vanno i materiali un po' ambigui, tipo il tetrapack. Così a naso lo getterei nel bidone giallo, ma darei una controllata alla lista prima. Ma questo vabbè è un problema mio, mettiamo che sappiamo dove gettare la spazzatura. Però bisogna anche lavarla. Secondo me una risciaquata è sufficiente, però non è che entri tanta acqua dallo stesso foro da dove esce il latte. Quindi una risciaquata leggera, deduco io. No. Secondo mia madre, il cartone bisognerebbe aprirlo completamente, rendendolo una specie di rettangolo piatto, risciaquarlo aprendo per intero un suo lato, lasciarlo sgocciolare e quindi quando è asciutto gettarlo nel bidone. Fa una bella differenza. La sua spazzatura è indubbiamente il sogno di Ambiente e Servizi, mentre la mia forse lascia un po' a desiderare, ma ho visto gente buttare scatolette di tonno che avrebbero fatto la felicità di più di un gatto. Quindi insomma, tutto sommato credo di essere abbastanza diligente. Il punto è: chi ha ragione? Come va fatta, praticamente, la raccolta? Dove vanno i tappi di bottiglia di plastica dura? E un paio di forbici rotte? I coppi di laterizio? Quanti si ricordano di separare la piccola etichetta di carta contenente l'indirizzo dalla busta di plastica trasparente che la contiene? Come faccio a smaltire l'eternit di una vecchia tettoia? Qualcuno ha pensato di scaricarlo nel parco di S.Floriano, avrà fatto confusione.
In ogni caso un adulto coscenzioso si informa quando gli capita e in qualche maniera il bidone lo trova, ma perché non insegnarlo ai bambini alle elementari per bene? Già mi immagino un tecnico di Ambiente servizi davanti ad una classe con in mano una lattina.
"Dove buttiamo la mia lattina di moretti?"
"NEL GIALLOO!"
"e il righello?"
"NEL BLUU"
"e il libro di matematica?"
"io! io! io!" e poi "nel bidoncino basso con il coperchio arancionee!"
Vabbè, potrebbe essere utile. Così almeno crescono bene, visto che per ora abbiamo un pianeta solo, sempre più sporco. E magari un bambino potrebbe spiegarmi come si deve lavare il cartone del latte. Mi dispiacerebbe venire a sapere che la percentuale di raccolta differenziata che non si può fare è causata da chi come me lava velocemente il tetrapack.

martedì 28 settembre 2010

Marcondirondirondello

Come preannunciato, si parla del castello di Polcenigo. Tutte le amministrazioni (presenti, passate e future), partiti (destra, sinistra, centro), liste civiche, associazioni e gruppi di briscola sono d'accordo nel sostenere che sorge in una zona prestigiosa, ha una storia di rilievo, potenzialità incredibili e in parte inesplorate come sanno bene i membri del Gr.a.po ma non i polcenighesi, me compreso. Vediamo quindi.. visto che siamo tutti d'accordo nel dire che dovrebbe essere uno dei punti forti del nostro Comune se non il fiore all'occhiello, come si presenta al pubblico?

La salita inizia con una mulattiera un dissestata che a qualche decina di metri dal castello diventa all'improvviso bella. Peccato sia priva di margine sul versante della collina, la strada priva di canale di scolo o parapetto è presto invasa dalla vegetazione. Arrivando al castello diventa evidente lo stato di abbandono. Alberi crescono ovunque, compresi i cornicioni, si cammina accanto a spine ed erbacce alte. Si procede lungo brevi sentieri, come quando si cammina in un bosco. Vicino ai sotterranei qualcuno ha anche acceso un fuoco e a volte invece che sopra la piazza di Polcenigo sembra di essere in un'incisione di Piranesi o tra delle rovine peruviane. Una sola finestra è ancora aperta in direzione della piazza sottostante. Ovviamente non si vede niente. Quel che resta della scalinata non l'ho nemmeno trovato, penso sia ricoperto di spine.

lunedì 27 settembre 2010

Polcenigo InForma(va)

In questi giorni pensavo di scrivere del Castello di Polcenigo, ma il meteo non è molto adatto a scattare delle foto quindi rimando l'argomento e do il giusto spazio all'articolo del Gazzettino del 23 Settembre segnalato dal consigliere Della Toffola in merito all'ultimo CC.

Accuse alla maggioranza: «Non propone alcunchè per la comunità» - Consiglio, la minoranza tiene banco

POLCENIGO - (f.g.) Quasi interamente dedicato alle minoranze, il Consiglio comunale di lunedì a Polcenigo. Cinque interrogazioni, tre interpellanze e sei mozioni tutte presentate dai gruppi di minoranza Pdl e Forza delle Idee, mentre la Giunta ha portato in approvazione una ratifica relativa a variazioni di bilancio e l'aggiornamento delle zone climatiche. «È l'ennesima conferma di un'azione vocata esclusivamente all’ordinaria amministrazione - accusa il capogruppo del Pdl Mario Della Toffola - non uno spunto costruttivo. Purtroppo quest'atteggiamento di avversione al fare qualche cosa per la comunità polcenighese è emerso drammaticamente nelle reazioni del sindaco Del Puppo e del vicesindaco De Val nel corso dei dibattiti». Diversi gli argomenti sui quali le minoranze hanno chiesto chiarimenti. «A proposito del decoro delle bacheche comunali - aggiunge Della Toffola - ho consegnato al sindaco un cofanetto di velluto contenente la preziosa chiave di apertura della bacheca della piazza di Coltura, che non si trovava e che doveva essere recuperata. Le mozioni presentate dal Pdl miravano a una migliore gestione delle scarse risorse economiche e si è chiesto a tutto il consiglio un impegno forte per salvaguardare il Parco. Le mozioni dopo il dibattito sono state approvate».

In effetti la passata amministrazione ci aveva abituati a ricevere a casa a cadenza fissa un giornalino comunale resoconto di quanto veniva fatto a Polcenigo mentre l'attuale amministrazione che fece della "trasparenza" il suo cavallo di battaglia elettorale non sembra a suo agio riguardo all'idea di tirare le somme di quanto fatto a distanza di un anno. Viceversa l'opposizione appare attiva e combattiva. Questo link lo metto solo per simpatia, l'assessore Sanchini ha trovato il modo per pubblicare quel che fa e spero lo insegni agli altri tre.